Il trattore rampante

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olio su tela 30x60 cm realizzato del 2012, il quadro fa parte della serie di opere dedicate alla prevenzione nei luoghi di lavoro intitolata "MOviMENTI PERICOLOSI"

 

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Per approfondimenti sono consultabili dal sito INAIL

Linee guida : adeguamento trattori agricoli o forestali con piano di carico

 

 Rischi derivanti dall'uso del trattore

L’agricoltura, insieme all’edilizia, alla meccanica e alle lavorazioni del legno, è fra i settori con il più alto numero di infortuni spesso anche gravi e mortali. L’agricoltura, oltre ai normali lavoratori dipendenti, impiega molti lavoratori autonomi e coltivatori diretti, ma anche altre forme di lavoro precario per brevi periodi (anche con contratti di pochi giorni). Molte altre persone si occupano di agricoltura anche solo per passione o per hobby, aumentando notevolmente il numero di addetti spesso improvvisati ed inesperti.

 In questo settore viene spesso fatto uso del trattore, macchina che comporta rischi infortunistici molto elevati, soprattutto per il conducente. Alla guida del mezzo spesso si presentano condizioni di lavoro difficili, condizione atmosferiche avverse, terreni in pendenza e terreni difficili (smossi, fangosi, ecc). In queste condizioni può capitare infatti, che il mezzo si ribalti e spinga fuori dalla postazione di guida il pilota. Negli incidenti più gravi, il guidatore rimane schiacciato “sotto” la massa del trattore.

Talvolta è proprio il guidatore che a bordo del suo imponente “bolide” dotato di notevole potenza, come per sfida, affronta condizioni estreme, esponendosi ingenuamente al pericolo di ribaltamento.

Per ridurre i danni derivanti da questo pericolo, tutti i trattori sia su ruote che su cingoli devono essere dotati di un apparato che in caso di ribaltamento garantisca un volume di sicurezza in corrispondenza del posto di guida, trattenendo l’operatore al suo interno durante l’evento, senza schiacciarlo.  A questo fine i trattori devono essere dotati di una struttura di protezione (roll-bar o cabina) e un dispositivo di ritenzione che trattenga l’operatore al posto di guida (cintura di sicurezza, sportelli per la cabina). Nonostante questo sia un obbligo sarà capitato anche a voi di vedere “coltivatori” al lavoro con trattori privi di tali dispositivi!  Se questi sono vostri conoscenti, parenti o familiari, avvertiteli del pericolo che stanno correndo!.

I suddetti dispositivi esistono in vari modelli e ci sono di vari prezzi, possono e devono essere installati anche sui trattori “attempati” se ancora utilizzati per lavorare.

Il trattore deve avere anche un’altra importante dispositivo di sicurezza: la cuffia di protezione sul giunto cardanico, cioè sulla presa di forza posteriore. Infatti questo organo, quando è in movimento, se non è protetto, può causare infortuni per presa e trascinamento degli arti degli addetti.

 Chi utilizza questi mezzi deve aver ricevuto una formazione e un addestramento specifici, obbligatorio per i lavoratori dipendenti. Si ricorda, comunque, che le modalità d’uso corrette sono indicate sul libretto d’uso e manutenzione fornito insieme alla dichiarazione di conformità CE (obbligatoria per i trattori costruiti dopo il 1996) al momento dell’acquisto.

La manutenzione di queste macchine riveste un’importanza cruciale, ci sono parti che si consumano nell’uso quotidiano come gomme e freni ma nel lungo termine si deve anche fare attenzione alle parti in ferro o plastica della struttura che sottoposti alle forti vibrazioni, al fango e alle intemperie possono erodersi o svitarsi. Pertanto è necessario seguire scrupolosamente le indicazioni del costruttore e comunque effettuare verifiche periodiche di funzionamento e manutenzione nonchè un controllo della macchina nelle sue parti strutturali.                                                                                                                                 

   

 

 

La linea della vita

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Olio su tela 30 x 60 cm realizzato nel 2012 il quadro fa parte della serie di opere dedicate alla prevenzione nei luoghi di lavoro intitolata "MOviMENTI PERICOLOSI" 

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Per approfondimenti sono consultabili:

portale della usl di firenze dedicato alla prevenzione delle cadute dall’alto - clicca qui

linea guida ISPESL - dispositivi anticaduta

legge/regolamento della R. Toscana - clica qui

 

Rischi connessi ai "lavori sul tetto"

lavori sui tetti degli edifici già costruiti, quindi per manutenzione della copertura o installazione e manutenzione di impianti, sono spesso causa di gravi infortuni per caduta dall’alto. I lavori in quota devono essere svolti in sicurezza,nella scelta dei sistemi di protezione deve essere sempre tenuto presente che si deve dare priorità alle protezioni collettive (ponteggi, parapetti ecc.) ma se ciò non è possibile o a causa del limitato livello di rischio e della breve durata d’impiego, devono comunque essere utilizzati i Dispositivi di Protezione Individuale, la  cosa può diventare problematica se il tetto non è stato prima attrezzato per questi dispositivi .

Per contrastare questo inconveniente, diverse Regioni d’Italia, compreso quella Toscana, hanno emanato leggi regionali per obbligare, i progettisti di nuove coperture e ristrutturazioni importanti, a prevedere l’installazione di dispositivi di sicurezza (accessi, percorsi, parapetti, sistemi di ancoraggio di sicurezza) e a fornire la procedura per effettuare, interventi anche di breve durata, in sicurezza. Tale procedura deve essere compresa nell’elaborato della copertura o nel fascicolo tecnico dell’edificio, conservata a cura del proprietario dell’edificio; e messa a disposizione dei lavoratori che dovranno accedere in copertura per gli interventi anche di manutenzione.

Si ricorda che i dispositivi anticaduta, punti di ancoraggio e linee vita devono essere forniti, installati, utilizzati e mantenuti come previsto dal costruttore e  dal progettista;

Già!! anche mantenute! Infatti i costruttori di sistemi anticaduta prevedono obbligatoriamente, manutenzioni e controlli periodici.   Quindi se dovete decidere quale sistema installare sulla vostra copertura, vi consiglio di chiedere, oltre al preventivo per l’installazione, anche i costi di manutenzione.

I sistemi di protezione in copertura sono diventati ancora più importanti, per l’incremento di lavori sui tetti dovuto al dilagare dell’installazione di pannelli solari. Nella progettazione di questi impianti deve anche essere previsto le modalità per effettuare in sicurezza le future manutenzioni e messe appunto, perché siano poi eseguite in sicurezza e magari a costi contenuti.

Infine ricordo che ogni proprietario, che incarica una ditta o lavoratore autonomo di effettuare dei lavori  al suo immobile diventa il “committente” dei lavori, figura destinataria di obblighi per la tutela della salute dei lavoratori impiegati e vi assicuro non priva di responsabilità. Significa che un committente quando richiede dei preventivi alle ditte per eseguire un determinato lavoro dovrebbe, in prima battuta, verificare l’idoneità della ditta, e in seconda, anche chiedere e capire quale sistema di protezione sarà utilizzato per ridurre il rischio infortunistico. ATTENZIONE!, se il committente non fosse competente in materia, per liberarsi di questa ulteriore responsabilità è necessario nominare un responsabile dei lavori con “pieni poteri”.

Per la fornitura e l’installazione è consigliabile affidarsi a ditte specializzate del settore.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il carrello sognatore

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olio su tela 30x60 cm del 2012 il quadro fa parte della serie di opere dedicate alla prevenzione nei luoghi di lavoro dal titolo  "MOviMENTI PERICOLOSI". Il dipinto è stato utilizzato per la copertina della lista di controllo sotto menzionata.

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Per approfondimenti:

Lista di controllo carrelli semoventi - clicca qui

Adeguamento carrelli elevatori - clicca qui

Controlli periodici - clica qui

 

Rischi connessi all'uso dei carrelli elevatori

L'uso del carrello elevatore, spesso chiamato anche muletto, è molto consueto nei depositi e magazzini delle ditte di diversi settori; rappresenta un aiuto molto importante per la movimentazione di carichi pesanti, spesso è l'unico sistema possibile. La guida del carrello può sembrare molto semplice anche per un principiante, i comandi sono facili e riconoscibili, uno sterzo per svoltare, l’acceleratore, i freni, le leve di comando che bene riportano con targhette l’indicazione del movimento che generano sulle “forche”; nonostante questo la guida richiede una formazione e addestramento del conducente con corsi qualificati e specifici.

L’uso di questi mezzi porta con se una casistica di infortuni molto numerosa e a volte tragica. Gli infortuni più drammatici accadono per il ribaltamento del carrello, questo può verificarsi perché il mezzo ha una superficie di base moto piccola rispetto alla sua altezza, dunque affrontare curve a velocità non idonea, con il carico alzato, o perché lo si manovra su pavimenti sconnessi e/o non in piano, può rivelarsi molto pericoloso. Quando accade questo il conducente viene proiettato fuori dal posto di guida dalla stessa parte dove il carrello si sta ribaltando, accade che il tettuccio della macchina colpisca fatalmente il conducente schiacciandolo al suolo. Per ridurre questo rischio è previsto almeno l’uso di cinture di sicurezza per il conducente ma esistono anche sistemi di trattenuta che potrebbero rivelarsi più corretti, soprattutto perchè non legati alla volontà e all'impegno del conducente; esempio di questo sono i cancelletti di sicurezza che trattengono l’operatore nell’abitacolo.

Nell’utilizzo, il muletto, presenta anche altri rischi: in prima analisi quelli derivanti dall’uso improprio del carrello per eseguire operazioni non previste dal costruttore, come sollevare persone sulle forche o altro; ma non può essere dimenticato il rischio di investimento di altri lavoratori durante gli spostamenti. Pertanto per l'uso nelle aziende, si dovrà prendere in considerazione soluzioni quali delimitare le zone per il movimento dei carichi e quello dei pedoni, tenere velocità moderate, fare particolare attenzione alle manovre, al movimento in retromarcia, ecc.. Un altro aspetto da non sottovalutare è l’importanza di come si dispongono i carichi in deposito e in altezza per evitare che il materiale possa poi cadere o investire persone.

Tutto questo denota una importanza strategica: quella di investire sulla formazione, addestramento del conducente, comunque obbligatori. Il CONDUCENTE NON PUO’ ESSERE CHIUNQUE!!.

 Come in tutte le macchine, le modalità d’uso corrette devono essere indicate nel libretto d’uso e manutenzione fornito insieme alla dichiarazione di conformità CE (obbligatorio per quelle costruite dopo il 1996) al momento dell’acquisto. Infine deve essere ricordato che la manutenzione di queste macchine ha una importanza cruciale, ci sono parti importanti che hanno un consumo indubbio come gomme, freni, batterie ecc. pertanto è necessario seguire scrupolosamente le indicazioni del costruttore e comunque effettuare verifiche periodiche di funzionamento e manutenzione.

 

 

 

 

 

Cucire di notte

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Olio su tela 40 x 80 cm realizzato nel 2013 il quadro fa parte della serie di opere dedicate alla prevenzione nei luoghi di lavoro dal titolo  "MOviMENTI PERICOLOSI" Il dipinto è stato pubblicato sulla copertina della dispensa  sotto menzionata.

 

 

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Per approfondimenti consultare:  Linee di indirizzo per la valutazione del rischio nelle confezioni realizzato dall'azienda usl 4 di Prato  (scritto anche in lingua cinese) - clicca qui

 

 

Rischi connessi con le aziende di confezione abiti ed in particolare in aziende aperte da cittadini della comunità cinese

 Sul territorio Pratese le confezioni gestite da cittadini della comunità cinese sono moltissime. Dal punto di vista antinfortunistico queste attività non presentano gravi rischi; non è facile farsi male con una macchina da cucire! Il rischio più grave è quello di elettrocuzione, per l’utilizzo di impianti realizzati con fili e cavi elettrici “volanti”; per fortuna l’interruttore differenziale (salvavita) è largamente utilizzato e riconduce il rischio in una misura controllata. E’ comunque necessario che le installazioni siano realizzate e mantenute da ditte specializzate ed abilitate al rilascio della “dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico”; inoltre l’impianto di messa a terra deve essere verificato periodicamente almeno ogni 5 anni (oppure ogni 2 anni per i luoghi a maggior rischio d’incendio) da personale ed organismi abilitati. Un altro rischio importante, in parte sempre legato all'impianto elettrico, è quello d’incendio. In questi luoghi sono spesso realizzate in maniera abusiva, strutture in legno e tessuto (interi soppalchi, locali per dormire, depositi, ecc), che aumentano il combustibile presente e la possibilità di entrare in contatto con inneschi. Non aiutano certo gli impianti elettrici “volanti” quali conduttori e lampadine a contato con pareti in legno e tessuti o la cattiva abitudine di fumare ovunque. Se a questo uniamo la presenza di bombole di GPL per cucinare, le preoccupazioni si moltiplicano.

Ma i rischi più evidenti per i lavoratori di questi luoghi sono riconducibili alla salute e legati alle condizioni di igiene precarie. Le finestre dei locali vengono sempre completamente chiuse ed oscurate per ottenere due risultati: - evitare il passaggio della luce di giorno quando i lavoratori dormono; - non far vedere che in quei locali ci sono attività lavorative  che lavorano anche di notte (con il fine di evitare i controlli). Questa situazione porta ad avere dei locali privi dei necessari ricambi d’aria.

Se a questo inconveniente si unisce la promiscuità di utilizzo, ci rendiamo conto della grande problematica che ci si presenta di fronte. Spesso negli stessi locali, autorizzati dal Comune con una destinazione lavorativa, si mangia tutti insieme in cucine improvvisate; si frigge molto, lasciando sulle pareti i residui dell’olio utilizzato e lasciando inconfondibili odori nell’aria; si dorme, ci si cambia gli abiti e le scarpe in “dormitori” fatiscenti privi di areazione (gli odori si mescolano al fritto!); tutte le persone si trovano ad utilizzare l’unico bagno presente dove vengono espletati i bisogni igienici dell’intera comunità (..e gli odori si sommano ulteriormente!); così, giorno dopo giorno con tutte le famiglie, adulti e bambini, in una situazione igienica molto precaria. 

Probabilmente nel luogo da dove proviene questa comunità i problemi prioritari erano ben altri, sopravvivere, mangiare, avere cure, costruire una famiglia; per loro anche soltanto essere qui rappresenta un miglioramento della propria vita! una speranza! un sogno! anche se sottopagati e costretti a ritmi frenetici di lavoro.

 A mio modesto parere il problema non è di facile soluzione, anche continuando con controlli molto severi su questi luoghi di lavoro, le istituzioni otterranno soltanto di spostare il problema ad altri luoghi di lavoro o peggio alle civili abitazioni, dove, visto gli alti costi al metro quadro, saranno occupate da più famiglie, creando gli stessi problemi igienici e di promiscuità, nelle cucine, nei bagni, nei piccoli locali, avendo sempre gli stessi problemi dei ricambi d’aria, dei rischi di incendio (magari ancora più aggravati se l’abitazione si trovasse in un condominio!). Nei luoghi privati sarà più difficile fare dei controlli rispetto ad un luogo di lavoro!!!

Personalmente non vedo tante soluzioni al problema, ma proporrei: - nel breve termine favorire campagne di sensibilizzazione ed educazione alle più basilari abitudini igieniche e di sicurezza; - in un tempo più lungo, favorire la creazione di abitazioni, anche piccole, a basso costo, magari distribuite su tutto il territorio pratese per favorire l’integrazione.

 

 

 

 

 

 

 

Lavorare sulla strada

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Dipinto dedicato a chi lavora in strada ed in particolare ai portaletettere

Articolo da inserire

"Il portalettere" Mauro Abbarchi 2013, Olio su tela 40x80 cm. Il quadro fa parte del ciclo di opere dedicate alla prevenzione nei luoghi di lavoro intitolata "MOviMENTI PERICOLOSI"

 
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