Cucire di notte

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Olio su tela 40 x 80 cm realizzato nel 2013 il quadro fa parte della serie di opere dedicate alla prevenzione nei luoghi di lavoro dal titolo  "MOviMENTI PERICOLOSI" Il dipinto è stato pubblicato sulla copertina della dispensa  sotto menzionata.

 

 

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Per approfondimenti consultare:  Linee di indirizzo per la valutazione del rischio nelle confezioni realizzato dall'azienda usl 4 di Prato  (scritto anche in lingua cinese) - clicca qui

 

 

Rischi connessi con le aziende di confezione abiti ed in particolare in aziende aperte da cittadini della comunità cinese

 Sul territorio Pratese le confezioni gestite da cittadini della comunità cinese sono moltissime. Dal punto di vista antinfortunistico queste attività non presentano gravi rischi; non è facile farsi male con una macchina da cucire! Il rischio più grave è quello di elettrocuzione, per l’utilizzo di impianti realizzati con fili e cavi elettrici “volanti”; per fortuna l’interruttore differenziale (salvavita) è largamente utilizzato e riconduce il rischio in una misura controllata. E’ comunque necessario che le installazioni siano realizzate e mantenute da ditte specializzate ed abilitate al rilascio della “dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico”; inoltre l’impianto di messa a terra deve essere verificato periodicamente almeno ogni 5 anni (oppure ogni 2 anni per i luoghi a maggior rischio d’incendio) da personale ed organismi abilitati. Un altro rischio importante, in parte sempre legato all'impianto elettrico, è quello d’incendio. In questi luoghi sono spesso realizzate in maniera abusiva, strutture in legno e tessuto (interi soppalchi, locali per dormire, depositi, ecc), che aumentano il combustibile presente e la possibilità di entrare in contatto con inneschi. Non aiutano certo gli impianti elettrici “volanti” quali conduttori e lampadine a contato con pareti in legno e tessuti o la cattiva abitudine di fumare ovunque. Se a questo uniamo la presenza di bombole di GPL per cucinare, le preoccupazioni si moltiplicano.

Ma i rischi più evidenti per i lavoratori di questi luoghi sono riconducibili alla salute e legati alle condizioni di igiene precarie. Le finestre dei locali vengono sempre completamente chiuse ed oscurate per ottenere due risultati: - evitare il passaggio della luce di giorno quando i lavoratori dormono; - non far vedere che in quei locali ci sono attività lavorative  che lavorano anche di notte (con il fine di evitare i controlli). Questa situazione porta ad avere dei locali privi dei necessari ricambi d’aria.

Se a questo inconveniente si unisce la promiscuità di utilizzo, ci rendiamo conto della grande problematica che ci si presenta di fronte. Spesso negli stessi locali, autorizzati dal Comune con una destinazione lavorativa, si mangia tutti insieme in cucine improvvisate; si frigge molto, lasciando sulle pareti i residui dell’olio utilizzato e lasciando inconfondibili odori nell’aria; si dorme, ci si cambia gli abiti e le scarpe in “dormitori” fatiscenti privi di areazione (gli odori si mescolano al fritto!); tutte le persone si trovano ad utilizzare l’unico bagno presente dove vengono espletati i bisogni igienici dell’intera comunità (..e gli odori si sommano ulteriormente!); così, giorno dopo giorno con tutte le famiglie, adulti e bambini, in una situazione igienica molto precaria. 

Probabilmente nel luogo da dove proviene questa comunità i problemi prioritari erano ben altri, sopravvivere, mangiare, avere cure, costruire una famiglia; per loro anche soltanto essere qui rappresenta un miglioramento della propria vita! una speranza! un sogno! anche se sottopagati e costretti a ritmi frenetici di lavoro.

 A mio modesto parere il problema non è di facile soluzione, anche continuando con controlli molto severi su questi luoghi di lavoro, le istituzioni otterranno soltanto di spostare il problema ad altri luoghi di lavoro o peggio alle civili abitazioni, dove, visto gli alti costi al metro quadro, saranno occupate da più famiglie, creando gli stessi problemi igienici e di promiscuità, nelle cucine, nei bagni, nei piccoli locali, avendo sempre gli stessi problemi dei ricambi d’aria, dei rischi di incendio (magari ancora più aggravati se l’abitazione si trovasse in un condominio!). Nei luoghi privati sarà più difficile fare dei controlli rispetto ad un luogo di lavoro!!!

Personalmente non vedo tante soluzioni al problema, ma proporrei: - nel breve termine favorire campagne di sensibilizzazione ed educazione alle più basilari abitudini igieniche e di sicurezza; - in un tempo più lungo, favorire la creazione di abitazioni, anche piccole, a basso costo, magari distribuite su tutto il territorio pratese per favorire l’integrazione.

 

 

 

 

 

 

 

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